A venti anni dalla sua morte, EDDart è orgogliosa di presentare, dal 24 settembre al 29 novembre 2025, in collaborazione con la Fondazione omonima, una selezione di opere di Carlo Battaglia.
Le opere esposte, che coprono un arco temporale dal 1972 al 1981, permettono di seguire il percorso lavorativo dell’artista dal momento più fortemente concettuale alla concentrazione sul tema che caratterizza la sua intera produzione: il mare.
Battaglia infatti, per tutto il decennio degli anni Settanta, aperto dalla partecipazione alla Biennale di Venezia con ben otto tele, è considerato un esponente di punta della “Pittura Analitica”, che mirava a un’espressione quanto più distaccata del mezzo pittorico. Lo sforzo era quello di guardare alla pittura nella sua essenza, riducendola al grado zero dell’espressività cosicché, depurata da sentimentalismi ed eccessi descrittivi, potesse emergere nella sua sostanza.
Al di là dell’inserimento in un contesto culturale e sociale preciso, si intravede nelle opere di questo periodo “concettuale” una caratteristica che resterà evidente fino alla fine: il desiderio di concentrarsi su un medesimo tema per lasciare emergere gli elementi principali della pittura, come la tecnica rinascimentale della tempera all’uovo, le diverse tonalità di un medesimo colore e le differenti possibilità della luce.
«Battaglia, affidandosi a mezzi minimi, colori scuri che danno luce per rifrazione o per relazioni ottiche, linee ottiche che modulano lo spazio con scarti sottilissimi», scrive Marisa Volpi, «suggerisce le infinite possibilità che il pensiero ha di articolare la visione; non propone una forma da contemplare ma una particolare attivizzazione dello spazio del quadro.»
Nelle opere di Battaglia infatti, lo sguardo dello spettatore si perde grazie alla minuta ripetizione del gesto, che si sviluppa prevalentemente in orizzontale per suggerire gli eterni cambiamenti cromatici e atmosferici della vasta dimensione marina. L’esercizio ascetico del disegno e della pittura riesce così a estrarre una porzione dell’immensità acquatica senza mai mettere in contrapposizione l’idea e la sua realizzazione pratica.

